Caro Tumblr, voglio farti riflettere su una cosa. Non si parla quasi mai di te. I giornalisti dei quotidiani, quando fanno i loro articoletti intitolati “il web si scatena”, “ironia del web”, “il web si commuove”, parlano di Twitter, Facebook, Instagram. Non si riferiscono a te. Tu hai qualcosa di elitario, sei un rifugio segreto, non sei considerato un megafono che riflette le opinioni gente, non sei la voce del popolo. Sei troppo intimista, sei una stanza con le luci soffuse. I riflettori non si addicono alla tua natura. Ma oggi tutti parlano di te, anche se lo fanno per dire che ti stai suicidando. Per una volta, sei un argomento mainstream. Sei diventato il tema del giorno a livello planitario. Sei un argomento di discussione perfino su Youtube, tra i millenials. Allora sai cosa ti dico? Questa è un’opportunità che non ti capiterà più. Prendi tutti in contropiede, proprio ora che si parla di te, proprio ora che tutti rimpiangono quello che sei stato e forse non sarai mai più. Il 17 dicembre diffondi questo messaggio: “Ma davvero ci avete creduto? Io, Tumblr, senza porno? Buahahahahaha, non avete capito un cazzo. Tanto per chiarire le cose, ecco un’immagine che raffigura un threesome e un fisting con un mucchietto di persone che si masturbano sullo sfondo e una frase di Bukowski nella didascalia. Io sono questo. Sono Tumblr, il migliore”. Dammi retta, caro Tumblr, è questa la strada giusta.